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Il Tour de Ski a Bolshunov e Johaug
domenica 5 gennaio 2020

Giandomenico Salvadori (foto Newspower)
Giandomenico Salvadori (foto Newspower)

“Ci vorrebbe un miracolo”, parole sussurrate da Johannes Klaebo alla madre prima della final climb mass start odierna, tra il Centro del Fondo di Lago di Tesero e l’Alpe Cermis, in Val di Fiemme. Parole giuste, visto che il norvegese giunge 21° compromettendo la propria vittoria del Tour de Ski, che va al russo Alexander Bolshunov il quale annuncia: “I migliori tre giorni della mia vita”, portandosi a casa la 14.a edizione della corsa a tappe dello sci di fondo. Il norvegese Johannes Klaebo doveva tenere a bada un folto nugolo di russi, cerca così di guadagnare più metri possibili dagli inseguitori per avere un discreto margine quando ci sarà da salire la Final Climb, ma non c’è nulla da fare: il norvegese viene ‘serrato’ perdendo progressivamente terreno, e quando le pendenze si fanno più ripide Sergej Ustiugov fa lavoro di squadra passando il testimone al connazionale Bolshunov, il quale taglia il traguardo in terza posizione, con davanti i soli imprendibili di giornata Simen Krueger e Sjur Roethe: “Il mio principale obiettivo era fare lavoro di squadra. Primo e secondo posto per la Russia al Tour de Ski è un buon risultato”, dirà Sergej. La classifica recita così Krueger davanti a Roethe, Bolshunov, Spitsov e Ustiugov, quinto al traguardo e secondo assoluto al Tour de Ski. Applausi al migliore a scalare la terribile erta trentina: “Ottimo finire a questo modo. La parte più difficile è che quando guardi la salita di fronte a te sembra così dura e puoi perdere la motivazione. Ma il segreto è continuare ad andare avanti e non mollare mai”. Meno soddisfatto il connazionale Klaebo: “La strategia russa e quella norvegese penso fossero più o meno le stesse, entrambe le squadre volevano piazzarsi davanti. Arrivare terzo nella classifica generale è comunque un buon risultato per me”. Sesto l’eterno Dario Cologna, 41° Giandomenico Salvadori (29° al Tour): “Faccio fatica soprattutto quando iniziano i muri. Non penso che gli sci facciano differenza, bisogna avere gambe e motore per arrivare all’arrivo”, 51° Mikael Abram, 54° Maicol Rastelli.
Successo per la vallata fiemmese, tre giornate scoppiettanti con nuovi format che sono piaciuti a tutti. Poco prima andava in scena la contesa femminile, con nessuna sorpresa per l’evento più seguito dell’intera stagione di Coppa del Mondo. Therese Johaug fa l’andatura, ma Lampic e Nepryaeva rispondono presente quando ci troviamo ancora al Centro del Fondo. Weng e Oestberg rimangono a contatto e la selezione verrà fatta quando cominceranno le prime scalate della Final Climb, in particolare gli ultimi 3.5 km dei 10 previsti, tutti in salita con punte che sfiorano il 30%. E a farcela è ancora lei, Therese Johaug, nettamente davanti ad Heidi Weng (+50.3) e Ingvild Flugstad Oestberg (+54.5), trionfando al Tour de Ski per la terza volta in carriera: “Mi sono allenata duramente, sono contenta di essere sul gradino più alto del podio e di aver vinto il Tour de Ski. Amo questa salita”. Il portento norvegese chiude così il Tour de Ski con oltre un minuto di vantaggio sulla russa Natalia Nepryaeva, quarta quest’oggi sul Cermis, nettamente davanti anche alle connazionali Oestberg, Weng e Jacobsen. Applausi per la nostra Anna Comarella che salva le azzurre dalla ‘disfatta’, 15.a oggi e 18.a al Tour de Ski: “Arrivare qui al Cermis è un sogno, solo l’idea di fare questa salita era un’emozione fortissima ed è stato davvero bellissimo perché c’era molta gente a fare il tifo, veramente un’atmosfera stupenda”. Entusiasmanti anche i dati di pubblico registrati: 6.000 nella prima giornata, 10.000 nella seconda e 20.000 nella terza: 36.000 in totale; ed ora il comitato Fiemme Ski World Cup penserà ai prossimi appuntamenti: Coppa del Mondo di Combinata Nordica e Salto Speciale, dal 10 al 12 gennaio.

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